domenica 26 dicembre 2010

FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA


"La mano del Signore
li guida e li protegge
nei giorni della prova.

O famiglia di Nazareth,
esperta del soffrire,
dona al mondo la pace"

(dall'odierna liturgia delle ore)


La liturgia delle ore di quest'oggi -festa della Santa Famiglia- ci introduce in tema molto bello, ricco di spunti di riflessioni...un tema su cui si è soffermato il celebrante della Messa cui ho partecipato stamattina, la cui omelia condivido con voi, perché penso possa essere veramente di stimolo alla conoscenza ed all'amore alla Sacra Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria!
I pensieri profondi del sacerdote, mi permetterò di integrarli con alcuni scritti di Santi. 

Il sacerdote è partito da una considerazione che, probabilmente, molte volte si sente ripetere in confessionale, allorché nelle prove familiari, lui consiglia di seguire l'esempio, il modello, della Famiglia di Nazareth...: "Eh, ma i membri di quella famiglia erano Dio, la Madonna e San Giuseppe....e poi, noi abbiamo tanti problemi"!
Noi mettiamo -infatti- su un "piedistallo" di tranquillità esterna la Sacra Famiglia, dimenticando che la vera sua serenità era quella interiore, poiché la vita UMANA, l'esistenza TERRENA e STORICA di quel nucleo familiare furono veramente DRAMMATICHE....e fin dall'inizio!
Consideriamo le angosce iniziali di Maria e Giuseppe, davanti ad un mistero grande quale quello dell'Incarnazione, alle dicerie nel villaggio, che additava in chissà quale modo la coppia di sposi che aveva avuto un figlio "prima del tempo" ...pensiamo poi alla fuga in Egitto e al timore per la vita del Bimbo che Erode vuole uccidere, allo stabilirsi della Sacra Famiglia nel piccolo villaggio di Nazareth, alla vita silenziosa e laboriosa (non di certo agiata!) del buon falegname Giuseppe...e ancora alla morte di quest'ultimo, che lascia vedova Maria Santissima (e le vedove, lo sappiamo dalla Bibbia stessa, erano una delle categorie deboli della società, assieme agli orfani!)...
ancora: Gesù, a 30 anni, comincia la sua vita pubblica, criticato da molti per aver lasciato "sola" Sua Madre...
Pensiamo poi alle critiche sulla predicazione di Gesù, alla dolorosa via del Calvario....
Ecco, la Santa Famiglia -ci ricordava il sacerdote- si è fatta Santa alla luce della Risurrezione, in cui Maria Santissima comprese ogni cosa e Giuseppe poté essere accolto in Paradiso.
La santità del nucleo familiare di Nazareth consiste nella Fede al di là di ogni prova, non nella "tranquillità" esteriore dell'esistenza...ecco, proprio in quella Fede, può operare l'intervento di Dio!

Proviamo a fermarci ad esempio, sulla prima delle "prove" della vita della Santa Famiglia: il turbamento davanti al mistero dell'Incarnazione.

Innanzitutto, ci fu il "turbamento" di Maria Santissima:
 Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo" 
(Lc 1, 34)
cui indubbiamente, sul piano "umano", seguì l'angustia interiore per il delicato compito di comunicare a Giuseppe, suo promesso sposo, questo miracoloso e straordinario, salvifico, intervento di Dio nella loro vita.
La Vergine Maria si sarà interrogata su come San Giuseppe avrebbe potuto reagire, avrà pensato al suo dolore nell'accettare la notizia e nel prestare fede alle parole dell'Angelo che avevano rivelato a Maria i progetti di Dio o magari, alla sua possibile "incredulità"...

Poi, ci fu allora il "turbamento" di Giuseppe: " Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto". (Mt 1,19).
Proviamo, per un istante, a metterci nei panni di San Giuseppe: lui che tanto era innamorato (del più puro ed elevato amore!) della sua promessa sposa, la ritrovò incinta, e avrà vissuto il dramma dell'uomo innamorato, che non sa, improvvisamente, cosa pensare della donna che riteneva tutta pura, con la quale pensava di costruire un futuro.
Chissà, sempre in termini psicologici, quanto gli sarà costata la decisione, delicatissima, piena di "giustizia", di ripudiarla in segreto e quanto amore dimostra anche questa sua decisione!

La beata Katharina Emmerich , così descrive l'angoscia di Giuseppe: 
 "Durante la strada che portava da Juta a Nazareth, San Giuseppe notò per la prima volta che Maria era gravida. 
Egli fu turbato da molti sospetti, poiché nulla sapeva dell'Annunciazione fatta dall'Angelo alla Santa Vergine.
Piena di umiltà, Maria aveva conservato in sé il segreto di Dio.
Molto inquieto, Giuseppe combatté dentro se stesso l'angoscia del sospetto che lo pervadeva.
 La Vergine, che aveva previsto il turbamento di Giuseppe, divenne pensierosa e sempre più severa nel suo contegno; questo aumentò l'inquietudine del pover'uomo. 
Arrivati a Nazareth, si fermarono per due giorni presso alcuni parenti, che genereranno Parmena, il quale nacque all'epoca di Gesù e fu uno dei sette diaconi nella prima comunità cristiana riunita a Gerusalemme. 
Mentre alloggiavano presso questa famiglia, l'inquietudine di Giuseppe era giunta a tal punto che pensò di lasciare Maria e fuggirsene segretamente per non condannarla in pubblico".

Ma qui interviene quell'aiuto del Signore di cui parla l'inno delle lodi mattutine e che il celebrante della mia parrocchia ha ben sottolineato: Dio  interviene a sostenerli nella prova....
Così, Maria Santissima si sente dire -al momento dell'Annunciazione-: "nulla è impossibile a Dio" (Lc 1, 37)
mentre San Giuseppe -uomo giusto- prima di tutto decide, ancora nel turbinio della prova, di operare con "giustizia" (non umana, ma di Dio!).

 In seguito, Giuseppe, che già aveva preso questa sua decisione di ripudio in segreto, credette alle parole dell'Angelo che gli apparve in sogno.
Scrisse la Beata Katharina Emmerich: "Stava appunto meditando quest'idea quando gli apparve un Angelo che lo consolò".

E nel Santo Vangelo leggiamo:
"Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.  
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". (Mt 1, 20-21)

Proviamo anche noi, invocando l'aiuto della Santa Famiglia, a seguire l'esempio alto che essa ci ha offerto e ci offre.
Allora saremo capaci anche noi, pur nelle varie prove della vita, di farci santi nelle nostre famiglie, di santificarle, vivendo ogni difficoltà alla luce del Vangelo e seguendo l'esortazione con cui oggi San Paolo si è rivolto a noi, nella seconda lettura:
"Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro". 

Non saremo esenti da cadute, in questo percorso, perché la stessa prima lettura ci ha dato un saggio di quelle che potrebbero essere le prove da affrontare, ed alle quali spesso siamo impreparati, o che non riusciamo da subito a gestire con il giusto equilibrio, organizzandoci anche "materialmente" a certe emergenze familiari.
Preghiamo Gesù, Giuseppe e Maria, affinché ci "sollevino" verso Dio, proprio attraverso il servizio e la carità reciproca, all'interno delle nostre famiglie!

Buona Domenica a tutti!

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