lunedì 15 novembre 2010

TRIDUO A SANTA GERTRUDE DI HELFTA. Terzo giorno: l'umiltà confidente è "ricompensa" agli occhi di Dio!



O Dio, che ti sei preparato una degna dimora nel cuore di Santa Geltrude vergine,
rischiara le nostre tenebre 
perché possiamo gustare la gioia della tua viva presenza nel nostro spirito.

Amen



Da "L'Araldo del Divino Amore":

"Quante volte tu pensi nella tua indegnità di non meritare i miei doni e per di più fai affidamento sulla mia misericordia, altrettante volte mi restituisci la giusta rendita per i miei doni".

Abbiamo ricevuto ogni cosa (a partire dall'esistenza!) dal Signore.
Già solo per questo dovremmo sentirci ricolmi di gratitudine sconfinata: Dio ci ha chiamati alla vita, ci ha donato l'opportunità di sceglierLo e amarLo per l'eternità, di essere, nella visione beatifica del Paradiso, eternamente felici.

Non mancano poi doni di ogni genere di cui Nostro Signore non è mai avido.
A volte, ci riempie di regali quando ancora siamo lontani da Lui, per usarli come "amorevole esca"  che ci attragga verso la Verità; altre volte, ci regala qualcosa quando siamo già sul giusto cammino, come incoraggiamento per andare avanti, senza mai dubitare del Suo aiuto, della Sua presenza....ma anche come stimolo per un apostolato ancora più intenso, in cui comunicarci scambievolmente ciò di cui Gesù ci ricolma.

I santi, da questo punto di vista, ci offrono numerosi esempi, e sono tutti caratterizzati dalla presa di coscienza dell'indegnità umana dinanzi a questi regali: l'uomo non ha alcun merito per ricevere i tesori di grazie contenuti nel Cuore di Gesù, è solo l'Amore Infinito che se ne fa dispensiere, proprio perché Dio ama disinteressatamente!

Il Signore ha spesso invitato i Santi a non disprezzare ciò che Lui, nella Sua benevolenza, ha deciso di donare, ma è altrettanto giusto, doveroso, riconoscere l'abisso che separa i nostri "non-meriti" dall'importanza dei regali a noi donati.

E' un po' quello che capita fra esseri umani: se una persona mi dona qualcosa di molto prezioso, che va ben al di quanto mi potrei aspettare in base alle circostanze, ai rapporti, e via dicendo, sarò subito portata a dire: "Non era il caso, non dovevi, NON ME LO MERITO"....

A maggior ragione, dovremmo sentire di rivolgerci così anche a Dio, quando riceviamo da Lui qualche dono speciale....fosse anche, semplicemente, la pazienza di affrontare una certa situazione, un coraggio particolare per assistere un ammalato...

Nella situazione "umana" portata come paragone, quasi sicuramente, il nostro interlucutore ci risponderebbe di non preoccuparci, che chi ci ha fatto il dono sarà contento di sapere che noi lo custodiremo, ne faremo buon uso....

Anche il Signore, quando ci dona qualcosa, non ci chiede altro che di fare buon uso, e di riconoscere (per giustizia, per gratitudine, per amore!), la nostra indegnità, ricorrendo ugualmente alla Sua Misericordia, che perdona le nostre colpe, amandoci come siamo.

Che Santa Gertrude ci ottenga il dono di accogliere con tali sentimenti, i regali che Gesù vorrà dispensarci nel corso della nostra vita!

Nessun commento:

Posta un commento